Tutto nasce da un prezioso dettaglio: un frammento di appena 30x40 centimetri custodito al Museo Regionale di Messina. È l’ultimo superstite di una magnifica chiesa spazzata via dal terremoto del 1908, un frammento che racchiude in sé l’apice del Barocco siciliano e l’antica maestria della tecnica dei “marmi misti”, un’arte oggi quasi estinta. Abbiamo scelto di ascoltare questo “silenzio che parla” e di tradurlo nel nostro linguaggio. Con il nostro tratto, abbiamo ridisegnato le intricate geometrie e reinventato le cromie di quel piccolo frammento di pietra, non solo per celebrarne la bellezza, ma per compiere un atto di restituzione. Intarsi nasce dal desiderio di liberare quell’opera dalla teca del museo, donandole una nuova dignità digitale e una nuova vastità. Immaginare questo decoro che si espande, fino a ricoprire e abbracciare le pareti delle case contemporanee, è il nostro modo di ricucire la storia. Un gesto creativo per far sì che un frammento di meraviglia, sopravvissuto all’oblio, torni a vivere e a respirare nella quotidianità, trasformando le mura domestiche in un diario dove il design incontra il mito e il rispetto per il passato.